ISLANDESE - GUIDA LINGUISTICA
Origini del popolo islandese
In Islanda l'insediamento è avvenuto nel 9°secolo dopo Cristo da parte di vichinghi di origine principalmente norvegese. I vichinghi portavano spesso con sé schiavi e donne celtiche dall'Irlanda e dalla Scozia. Ci sono prove che suggeriscono che l'esistenza dell'isola fosse conosciuta da secoli - anche se in modo vago. Monaci irlandesi sono probabilmente venuti in Islanda prima dell'insediamento dei vichinghi per meditare e pregare in solitudine.
Carta antica dell'IslandaL'esploratore greco, Pitea (Pytheas) parla dell'isola Thule nei suoi diari di viaggio nel 330 avanti Cristo quando ha esplorato l'Atlantico del Nord. Nei suoi resoconti si parla di Thule come una terra di fuoco e ghiaccio nella quale il sole non tramonta mai, a circa sei giorni di navigazione dall'attuale Regno Unito. Vari studiosi hanno identificato Thule con l'Islanda.
Lo scopritore dell'Islanda secondo le fonti (Landnáma) è stato il marinaio vichingo Naddoður che, viaggiando dalla Norvegia alle già conosciute Isole Far Oer nell’850 si è perso ed è stato trasportato dalla corrente oceanica fino alla costa orientale dell'Islanda. Naddoður ha nominato il paese Snæland (Paese della neve). Anche un vichingo svedese che si chiamava Garðar è stato per caso trasportato dalla corrente oceanica fino all'Islanda. Lui ha circumnavigato il paese, confermando che fosse un'isola e l’ha nominata Garðarshólmi (Isola di Garðar). Il primo vichingo che ha deliberatamente navigato fino all'Islanda è stato Hrafna-Flóki (Flóki dei corvi). Lui ha visto un po' di ghiaccio nei fiordi durante la sua sosta invernale e ha dato all'Islanda il nome che porta ancora oggi - Ísland (Paese del ghiaccio).
Successivamente il primo vichingo ha lasciato le coste della Norvegia per trasferirsi in Islanda con la sua famiglia, gli schiavi e il bestiame. Era Ingólfur Arnarson, che poi ha costruito la sua fattoria dove oggi c'è Reykjavik ed è diventato il primo islandese. Oggi la sua statua si trova sulla collina di Arnarhóll nel centro di Reykjavik.
La lingua islandese
Durante l'era vichinga veniva parlata la lingua norrena (nordico antico) in Scandinavia e nelle colonie oltremare dai vichinghi. Piano piano si sono realizzate differenze regionali fino al 13°secolo, che poi si sono accelerate nel 14°secolo. Nella lingua norrena parlata in Islanda si sono realizzati cambiamenti nella pronuncia, mentre in altri paesi si sono invece realizzati cambiamenti che semplificavano la grammatica.
L'islandese scritto è cambiato relativamente poco dal 13°secolo. Per questo motivo, e grazie alla somiglianza tra la grammatica antica e moderna, i parlanti dell'islandese moderno sono in grado - più o meno - di leggere i testi delle Saghe e delle Edde, che sono stati scritti circa 800 anni fa. Questa capacità di leggere i testi antichi è qualche volta esagerata dagli islandesi stessi, che quasi tutti leggono le saghe degli islandesi con ortografia moderna e delle note!
L’islandese (íslenska) è una lingua germanica della famiglia delle lingue indoeuropee, appartenente allo stesso ceppo del tedesco, dell’inglese, dell’olandese e delle lingue scandinave (danese, svedese, norvegese). Il suo parente più prossimo è il faroese, anch’esso discendente diretto del norvegese antico. E' la lingua ufficiale in Islanda e viene parlata da circa 320.000 persone più forse 100.000 persone di discendenza islandese in certe zone di Canada e Stati Uniti. Migliaia d'islandesi vivono anche negli altri paesi scandinavi.
Chi parla le lingue scandinave continentali sarà probabilmente in grado di percepire alcune affinità linguistiche e persino di seguire il senso di una conversazione in islandese. Chi non ama comunicare con la gente del luogo per mezzo di gesti o di frasi smozzicate non ha nulla da temere perché la maggior parte degli islandesi parla inglese e spesso altre lingue.
Una cosa da ricordarsi è che sia i nomi propri sia i sostantivi comuni vengono declinati. Ci sono 4 casi: nominativo (nefnifall), accusativo (þolfall), dativo (þágufall) e genitivo (eignarfall). Ciò può creare tanta confusione - per esempio quando si cerca di leggere i nomi delle località scritti in maniere sempre diversa, come sul cartello che dà il benvenuto ad Akureyri: C'è scritto Velkomin til Akureyrar, dove "Akureyrar" è il caso genitivo di Akureyri.
L'Islanda è protettiva nei confronti del suo patrimonio linguistico - un po' come i francesi. Blocca l'introduzione di parole straniere per nuovi concetti e tecnologie e cerca di creare nuove parole che si adattano alla grammatica islandese e hanno senso anche per chi non ha mai sentito la parola prima. Per esempio, la parola islandese per "computer" è tölva, una combinazione di tala (numero) e völva (profeta). La parola per "televisione" è sjónvarp. Invece di usare la parola inglese - come si fa in quasi tutte le lingue europee e non avrebbe alcun senso per una persona islandese, hanno creato sjónvarp dal sostantivo sjón (visione) e il verbo varpa (proiettare). Ovviamente non funziona sempre a farlo in questo modo e l'islandese contiene tante parole straniere. Alcuni esempi: bíll (macchina - dal danese "bil"), vín (vino), kaffi (caffè), terta (torta). Poi ci sono i casi dove è stata creata una parola nuova - ma per qualche ragione la parola non riesce a mettere radici. Questo è successo con la parola "internet" - ormai si dice sempre internet anche in islandese. All'inizio hanno tentato di usare la parola alnet invece di internet - creato da allt (tutto) e net (rete). Oggi non c'è nessuno che dice alnet. Forse ha vinto "internet" perché la seconda parte della parola "net" è già una parola islandese e significa lo stesso di "net" in inglese. E' una parola anziana di origine germanica.
Nell'islandese - come nell'inglese - non si dà più il Lei in lingua parlata, si dà sempre il Tu. In lingua scritta non si usa quasi mai il Lei. Per questa ragione, nel vocabolario qui sotto, la traduzione islandese usa sempre il Tu.
L'alfabeto islandese
L'alfabeto islandese contiene 32 lettere:
Aa - Áá - Bb - Dd - Ðð - Ee - Éé - Ff - Gg - Hh - Ii - Íí - Jj - Kk - Ll - Mm - Nn - Oo - Óó - Pp - Rr - Ss - Tt - Uu - Úú - Vv - Xx - Yy - Ýý - Þþ - Ææ - Öö.
La "Z" ha fatto parte dell'alfabeto fino a 1974, quando è stato deciso di semplificare un po' l'ortografia islandese. Siccome la "Z" veniva pronunciata ormai come la "S" non c'era più nessun motivo per distinguere tra i due suoni. Lo stesso era anche valido per le lettere "Y" e "Ý" - venivano pronunciate come "I" e "Í", ma non è stato raggiunto un consenso in questo caso.
Pronuncia
L’accento tonico cade sulla prima sillaba.
Vocali:
- a come in “padre”
- á come in “Paolo”
- e come in “neve”
- é come in “ieri”
- i,y come in “piccolo”
- í,ý lungo come una “i” raddoppiata
- o suono breve come nell’inglese “hot”
- ó come nell’inglese “holy”
- ö suono gutturale tra la “o” e la “e” come nel francese “sœur”
- u suono gutturale tra la “i” e la “u” come nell’inglese “overture”
- ú suono simile a una “u” lunga
- æ si pronuncia come il dittongo “ai”
- au come nella parola francese “œil”
- ey, ei si pronuncia come il dittongo “ei”
Consonanti:
Consonanti che nell’alfabeto italiano non esistono o vengono pronunciate in maniera diversa.
- Ð,ð come nell’articolo inglese “the”
- Þ,þ come nella parola inglese “tooth”
- dj come nella parola “giallo”
- f normale, ma come “b” prima delle lettere “l” e “n”
- hv pronunciato come “kv”
- j come nella parola “ieri”
- ll come nella parola inglese “little”
- r arrotata come in italiano
Le lettere "Þ" e "Ð" sono rimaste nell'alfabeto islandese dall'epoca vichinga e non sono usate in altri alfabeti. Per favore non usare MAI la "P" invece della "Þ". Sarebbe come usare la "F" invece della "E" in italiano. Le due lettere sono simili ma non hanno niente a che fare l'una con l'altra! Per scrivere nomi come Þingvellir su tastiere straniere è meglio sostituire "Þ" con "Th" (Thingvellir) perché in inglese la pronuncia di "Th" è molto simile alla pronuncia islandese di "Þ". La vocale Æ/æ si pronuncia "ai" e sulle tastiere straniere si dovrebbe scrivere "ae".