venerdì
gen212011
Il mercato lavorativo in Islanda
Una breve descrizione semplificata del mercato lavorativo in Islanda:
Il mercato lavorativo in Islanda è complicato. Si tratta principalmente di accordi collettivi che vanno negoziati ogni 2-4 anni. Ci sono accordi per il settore privato e per il settore pubblico:
- Settore pubblico - Accordi salariali negoziati tra la Confederazione dei dipendenti nel settore pubblico (BSRB - Bandalag starfsmanna ríkis og bæja) e Lo Stato e i comuni
- Settore privato - Accordi salariali negoziati tra l’Unione dei sindacati nel settore privato (ASÍ - Alþýðusamband Íslands) e la Confederazione dei datori di lavoro (Samtök Atvinnulífsins)
Il Mediatore dello Stato (Ríkissáttasemjari) cerca di aiutare in tutte le dispute nel mercato lavorativo - sia nel settore pubblico che nel settore privato. Ogni tanto ci sono scioperi. Erano abbastanza comuni fino a 10-15 fa, ma oggi sono più rari. Le professioni che tradizionalmente fanno sciopero più spesso sono le infermiere e vari altri gruppi di dipendenti sanitari, gli insegnanti e i marinai e altri dipendenti nel settore della pesca.
La disoccupazione in Islanda e i cambiamenti negli ultimi anni
Tradizionalmente la disoccupazione in Islanda è stata bassissima, forse 1-2%. Certamente ci sono state varie crisi economiche nel passato dove la disoccupazione si è alzata temporaneamente ma non è mai durata a lungo. La crisi economica di oggi, che è iniziata con il crollo del sistema bancario islandese nell’autunno di 2008 va ancora forte. La disoccupazione adesso è intorno al 9% - un record assoluto per l’islanda. Nessuno sa come sarà la situazione dopo la crisi - ma sicuramente la nazione islandese sarà cambiata. Il boom economico è stato principalmente a Reykjavík e dintorni - quindi anche il crollo. Ci sono stati meno cambiamenti in altre zone dell’Islanda.
I sussidi di disoccupazione
I sussidi sono gestiti dall’Istituto del lavoro (Vinnumálastofnun). I sussidi di disoccupazione sono di circa 150.000 corone al mese - se l’euro vale 155 corone stiamo parlando di circa 970 euro al mese. Chi ha un bambino sotto 18 anni riceve un po' di più. Tutti quelli che hanno perso il lavoro hanno diritto di ricevere i sussidi di disoccupazione ma:
La situazione degli immigranti in Islanda e cambiamenti negli ultimi anni
Gli immigranti hanno perso il lavoro come altri in Islanda. Alcuni hanno lasciato il Paese ma altri hanno deciso di rimanere:
Tradizionalmente la disoccupazione in Islanda è stata bassissima, forse 1-2%. Certamente ci sono state varie crisi economiche nel passato dove la disoccupazione si è alzata temporaneamente ma non è mai durata a lungo. La crisi economica di oggi, che è iniziata con il crollo del sistema bancario islandese nell’autunno di 2008 va ancora forte. La disoccupazione adesso è intorno al 9% - un record assoluto per l’islanda. Nessuno sa come sarà la situazione dopo la crisi - ma sicuramente la nazione islandese sarà cambiata. Il boom economico è stato principalmente a Reykjavík e dintorni - quindi anche il crollo. Ci sono stati meno cambiamenti in altre zone dell’Islanda.
I sussidi di disoccupazione
I sussidi sono gestiti dall’Istituto del lavoro (Vinnumálastofnun). I sussidi di disoccupazione sono di circa 150.000 corone al mese - se l’euro vale 155 corone stiamo parlando di circa 970 euro al mese. Chi ha un bambino sotto 18 anni riceve un po' di più. Tutti quelli che hanno perso il lavoro hanno diritto di ricevere i sussidi di disoccupazione ma:
- Devono aver lavorato per 1 anno per ricevere i sussidi in pieno
- Devono aver lavorato per almeno 3 mesi per ricevere i sussidi parzialmente
- Si possono ricevere i sussidi per un massimo di 4 anni
- rifiuta un’offerta di lavoro senza spiegazioni valide
- lascia il Paese (anche per pochi giorni)
- rifiuta i rimedi offerti dall’Istituto del lavoro, come la partecipazione ai vari corsi
- non si fa vedere per gli appuntamenti obbligatori con lo staff dell’Istituto
La situazione degli immigranti in Islanda e cambiamenti negli ultimi anni
Gli immigranti hanno perso il lavoro come altri in Islanda. Alcuni hanno lasciato il Paese ma altri hanno deciso di rimanere:
- hanno una famiglia e amici in Islanda
- la situazione è ancora peggio nel loro Paese di nascita
Durante il boom economico negli anni prima di 2008 sono venuti tanti immigranti in Islanda per lavorare. Molti hanno trovato lavoro nel settore edilizio. La maggior parte sono venuti dalla Polonia e altri paesi dell’Europa orientale, ma è proprio il settore edilizio che è completamente crollato durante la crisi.
venerdì, 21 gennaio 2011 ore 17:57 CET Parole chiave
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lavoro,
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