mercoledì
ott132010
Nostalgia d'Islanda
Maria Letizia scrive:
Ciao Petur, l'Islanda è di una bellezza a volte commovente, con ritardo ti mando alcune suggestioni del mio splendido viaggio per ringraziarti dei tuoi pazienti e preziosi consigli. Ti seguo sul tuo blog ora più appassionatamente di prima.
24 agosto 2010
Eccomi tornata a Milano, sono un pò frastornata dal rapido cambiamento, meno male che non devo tornare al lavoro così posso permettermi di galleggiare a lungo tra i dolci ricordi d'Islanda. Sono partita per un viaggio in Islanda e invece ne ho fatti 2, indimenticabili: uno organizzato, col vivace gruppetto che ho conosciuto in loco guidato da Johanna, la bravissima guida che abita a Reykjavik che mi ha fatto scoprire i segreti di questa natura selvaggia e sovrana attraverso trekking, raccolte e assaggi della natura, mi ha trasmesso la sua cultura in ogni modo possibile con racconti di poesie, leggende, storia, canti e mi ha insegnato tutte le cose che mi son servite nel mio "secondo" incantevole viaggio che ho fatto proseguendo da sola. Totale 24 giorni. Disfo con calma lo zaino e raccolgo gli oggetti che sanno ancora di zolfo e di pesce, li annuso con piacere e mi dispiace dover lavare tutto e cancellare il profumo d'Islanda. Non ricordavo di aver messo, prima di partire, sul desk del mio PC una bella foto di Jokulsárlón, la laguna degli iceberg, che avevo trovato in internet, così quando ho riacceso il computer al mio ritorno... sorpresa! E' stata proprio l'Islanda ad accogliermi in Italia con un gradito saluto! Sono partita con un bell'arcobaleno su Reykjavik e anche una buona temperatura; gli ultimi giorni sono stati freddi e ventosi ma il cielo, dopo i primi giorni d'agosto "instabili" e la bufera alle Isole Vestmann è stato poi sempre azzurro, la temperatura gradevole e il sole splendente!! Che nostalgia!! Veramente la nostalgia mi ha colto di sorpresa in diversi momenti ancora prima di partire. Ad esempio quando: " ....arrivo trafelata e incappucciata per il vento al concerto di musica islandese al Classical Concert Company in fondo al porto di Reykjavik. Bjarni Thor, il direttore artistico mi accoglie con calore : "ah, sei tornata da Snaefellsnes!" e mi annuncia che io stasera sono sua ospite e non devo pagare il biglietto. Sono sorpresa e commossa. Mi sento a casa, è il terzo bellissimo concerto folk per voci e strumenti che ascolto qui, stasera è strapieno ma è l'ultimo della stagione e c'è un'aria di commiato generale (anche il mio viaggio sta per finire) e così ecco arrivare la nostalgia d'Islanda. Il secondo pezzo che cantano è Sofðu unga ástin mín (dormi mio giovane amore) proprio la ninna nanna che cantavano Johanna e la cuoca la sera alla fattoria e che io ho voluto imparare (giuro che mentre l'ascolto non posso fare a meno di cantarla tra me e me, ma mi viene un magone...)
Mi guardo in giro, magari tra il pubblico c'è Johanna, sarebbe bello. Il terzo pezzo poi è Á Sprengisandi, la ballata che racconta di banditi e fuorilegge che avevo pure imparata durante l'attraversamento di quelle valli. E' troppo!!
Sono in giro dalla mattina, incantata dentro i magazzini del pesce sul porto dove ho visto sbarcare, tra molti pesci spettacolari, anche un Hallibut di 2 metri. Scarponi, giacca a vento e cuffia di lana (che sa di pesce) sono il mio abbigliamento, non sono proprio in tenuta formale e profumata come le signore presenti, non reggo gli addii, ho il magone e non ho neppure un fazzoletto, ma mi accolgono tutti con una tale simpatia (e curiosità)... Una signora è molto colpita dal fatto che io sembri essere "un' habitue'" dell'Associazione e così decido di condividere con lei la mia emozione raccontando come è avvenuto il mio apprendimento canoro dei canti islandesi nella fattoria e la mia sorpresa di risentirli proprio qui. Mi sento più confortata, ma all'uscita uno struggente tramonto rosso fuoco non fa che aumentare la nostalgia d'Islanda e penso che tra pochi giorni dovrò partire, così mi incammino rapidamente verso il centro città sperando di distrarmi da tanta intensità".
I miei momenti più intensi :
- La cena nella grotta, ascoltare Johanna e la cuoca cantare i canti islandesi e riascoltarli per caso al concerto di Reykjavik. (la cucina casalinga della simpatica e robusta cuoca (dal nome impronunciabile) è stata la migliore cucina che io abbia mai assaggiato in seguito)
- La bella casa di legno della cuoca e le sue serre calde dove si coltivano gli ortaggi (peperoni, pomodori, cetrioli) in vaso (!) e dentro le quali vengono pure allevati, in un apposito alveare, gli insetti per l'impollinazione biologica. E poi il piccolo tenero gatto bianco che le corre incontro a farle le feste.
- La salita in solitaria nel Landmannalaugar. L'immensità, i silenzi a braccia aperte, il vento, la pioggia e poi il sole che mi asciuga distesa sulla roccia dagli incredibili colori, per non sciupare i muschi che intorno mi fanno allegra compagnia.
- Un "bonsai" di 3 cm quadrati aggrappato alla roccia del Landmannalaugar formato da: un ciuffetto di muschio verdissimo, tre fiorellini perfetti arancio, giallo e viola, e un microscopico funghetto rosso fuoco.
- Quando arrivata sola, alle isole Vestmann, tra la nebbia bassa e il vento, scopro che ho 38 di febbre, che i miei farmaci li ho lasciati a Reykjavik, che quelli venduti nella farmacia non hanno il nostro nome (bisogna sapere il principio attivo), che una volta raggiunto, sotto la pioggia battente, l'ospedale non so come si dice "mal di gola" in inglese, che il cellulare non prende e le mail non partono, e che tutto quello che ho addosso (tutto ciò che ho portato qui) compreso l'interno delle scarpe è irrimediabilmente fradicio.
- Quando il dott. David, mi fa il tampone in gola e mi rassicura: Paracetamolo (tachipirina) e tornare se la febbre aumenta (ma se aumenta come faccio a tornare? Mah speriamo bene!). La tessera sanitaria? Niente paura posso portarla anche più tardi (giusto l'occasione per fare un'altra bella passeggiata, fradicia, nella bufera, prima di riinfilarmi a letto col termometro sotto il braccio).
- Il terzo giorno alle Vestmann che mi sveglio e finalmente vedo per la prima volta il cielo BLUUUU. 2 giorni, a letto - con la nebbia bassa, pioggia battente e vento a mille - si sono rivelati il tempo giusto per asciugare perfettamente tutto sul calorifero. Sono rinsanata e vedo intorno a me l'incanto di queste isole così selvagge.
- Il giro in battello per le splendide isolette dell'arcipelago, tanti uccelli di ogni tipo e una balena che "pascola" tranquilla vicina vicina! Poi passo passo per lo spettacolare trekking lungo il perimetro dell'isola di Heimaey... chiudiamo un occhio per il campo da golf ma come gli sarà venuto in mente di costruire nel centro dell'isola, in questo sperduto posto di paradiso un gigantesco monumento al pallone e uno stadio super-avveniristico...? per fortuna basta uscire dall'abitato e dimentichi tutto. Camminando raccolgo e mangiucchio abbondanti foglie di insalata, è tarassaco buonissimo ne son certa. (che io stia diventando una capra?)
- Thorsmork, vallata incantevole, i ghiacciai, i guadi dei fiumi (quelli si!!!ma ormai, dopo i numerosi guadi fatti col gruppo e lo zaino a mollo, avevo imparato a mie spese: meglio imbarcare il bagaglio per ultimi così sta in alto e "magari" si salva dal bagno) e poi le sue vedute mozzafiato godute in silenzio dall'alto della montagna con Sophie, francese, che viaggia anche lei sola, al suo sesto viaggio in Islanda.
- Vedere arrivare un Hallibut di 100 kg lungo due metri al porto di Reykjavik. L'arrivo della nave da pesca era annunciato dopo una settimana e così dopo il mio ritorno dalle Vestmann e Thorsmork mi sono presentata puntuale, giusto in tempo per vedere lo sbarco della pesca.
- L'orgoglio di un lavorante del porto, un giovanottone di due metri, nel mostrarmi i pesci più spettacolari e il suo invito a condividere con lui il pranzo a base di budella di pesce, vera prelibatezza.
- Le ricercatrici del magazzino al porto che mi mostrano con piacere il lavoro che eseguono sui campioni di pesci arrivati. Li pesano li misurano e poi con la sega aprono la sommità della testa per estrarre due ossicini bianchi dai quali possono stabilire l'età del pesce e, credo di aver capito, anche la qualità del cibo che hanno ingerito (?)
- Quando la signora del negozio dell'usato mi ha regalato la visiera rossa in un giorno di sole abbagliante. (glie l'ho poi lasciata fuori dal negozio in un sacchetto alla mia partenza)
- I panorami sterminati e le spiagge della penisola di Snaefellness deserta e rilassante dove sembrano essersi dati appuntamento tutte le più belle visioni incontrate in Islanda per un riepilogo generale prima della mia partenza.
- La receptionist dell'ostello che mi aveva prestato il suo computer (in lingua islandese, ahimè, ma si capisce lo stesso) che mi chiama per strada: mi chiede di passare da lei a salutarla prima della partenza e mi mostra la sua casa a Reykjavik proprio vicino alla mia guesthouse in Bárugata.
- L'accoglienza di una famiglia che il 21 agosto a Reykjavik durante la festa della cultura apre la sua casa a chiunque voglia prendersi un caffè, un dolce o riposarsi un pò. La casa è piena di paffute signore che cucinano e servono dolci, cantando felici accompagnate da una fisarmonica.
- Quando, con fare esperto, (dopo le abbondanti raccolte di funghi, bacche e erbe mangerecce guidate da Johanna) stupisco due escursionisti italiani nello Snaefellness indicando una distesa di mirtilli!
Non riesco ancora a parlare facilmente agli amici di questo mio viaggio come di tutti quelli che mi hanno lasciato il segno. L'unica persona con la quale ho davvero voglia di parlarne è il mio vicino del piano di sopra, Marco, geologo e fotografo, innamorato d'Islanda, perchè lui sa bene di cosa stiamo parlando. A chi mi chiede di raccontare il mio viaggio in Islanda non so che altro dire se non che bisogna solo andarci e fare il proprio viaggio.
Baci, Letizia
Mille grazie per questo racconto affascinante Letizia :-)
mercoledì, 13 ottobre 2010 ore 12:08 CEST Parole chiave
Diario di viaggio,
Landmannalaugar,
Snæfellsnes,
Vestmannaeyjar,
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viaggiare,
video,
Þórsmörk
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Reader Comments (2)
Bello veramente. Brava Maria Letizia.
Grazie mille Petur per l'inserimento dei video musicali e delle scritte evidenziate in blu! Che bello! Clicco e posso rivedere i luoghi e approfondire con nuove notizie! Quello che non ho avuto il coraggio di dire, ma ora lo dico, è che, al mio ritorno, per dieci notti consecutive ho sognato sempre lo stesso incantevole paesaggio sconfinato e lo stesso rifugio, immaginario, negli altopiani centrali d'Islanda!
Di giorno ero in Italia ma di notte io ero ancora lì.
L'undicesima notte il sogno è andato via.
Ero tornata a casa, con i miei tempi.
PS: la Sterna, la compagnia pubblica di autotrasporti, inserisce, a sorpesa, tra le pagine del suo "Summer schedule 2010" (distribuito al B.S.I. di Reykjavik) alcune belle citazioni, ne riporto alcune:
"One's destination is never a place, but a new way of seeing things" - Henry Miller.
" Travel is fatal to prejudice, bigotry, and narrow-mindedness." - Mark Twain.
"The world is a book and those who do not travel read only one page"- St. Augustine.
"The first condition of understanding a foreign country is to smell it" - Rudyard Kipling.
" When you travel, remember that a foreign country is not designed to make you confortable. It is designed to make its owne people comfortable" - Clifton Fadiman. ecc.ecc....
GRANDE Sterna!
Con saudade,
Letizia.
Ciao Alessandro, ovunque tu sia, ti auguro tante emozioni e meraviglia.